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Indennità di 600 euro riconosciuta ai professionisti iscritti a casse private

Oggi analizzeremo la figura dei professionisti con cassa privati. Nella giornata di sabato 28 marzo è stato infatti firmato dal Ministro del Lavoro e dal Ministro dell’economia e delle finanze, il decreto che ha sbloccato il Fondo per il reddito di ultima istanza, destinato al sostegno dei professionisti iscritti a casse di previdenza private. 

 

Da quando potrò presentare le domande per la richiesta di indennità ?

Tra la notte di martedì 31 marzo e 1° aprile è stato pubblicato il decreto che sblocca i fondi a sostegno dei professionisti iscritti a casse private. ATTENZIONE: le Casse hanno concordato che l’orario di inizio della presentazione delle domande sia fissato alle ore 12:00 del giorno 1° aprile 2020. Quindi invitiamo tutti i professionisti ad accedere al proprio sito della cassa privata ed a consultare le modalità di presentazione della richiesta per l'indennità di 600 euro.

Requisito economico per presentare la domanda

All’interno del Decreto è posto subito un requisito economico per avere tale indennità:

 

a) prima fascia: reddito complessivo nel 2018 inferiore a 35.000 euro

Possono presentare la domanda i lavoratori che abbiano percepito, nell’anno di imposta 2018, un reddito complessivo, assunto al lordo dei canoni di locazione assoggettati a tassazione da locazione breve o assoggettati a cedolare secca, non superiore a 35.000 euro la cui attività sia stata limitata dai provvedimenti restrittivi emanati in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19; l’espressione pone dei dubbi in quanto nessun decreto, infatti, ha mai disposto la sospensione delle attività professionali. Negli allegati al decreto del 22 marzo scorso infatti anche i professionisti possono mantenere aperta la propria attività. Probabilmente deve essere data un’interpretazione più estensiva a questa frase, considerando tutti coloro (e direi un po’ tutti) che hanno subito effetti negativi derivanti dall’emergenza sanitaria in corso (come, ad esempio, la chiusura dei clienti del proprio studio).

 

b) seconda fascia: reddito complessivo nel 2018 tra 35.000 euro e 50.000 euro


Possono presentare la domanda i lavoratori che abbiano percepito nell’anno di imposta 2018, un reddito complessivo, assunto al lordo dei canoni di locazione assoggettati a tassazione da locazione breve o assoggettati a cedolare secca, compreso tra 35.000 euro e 50.000 euro e abbiano cessato ridotto o sospeso l’attività autonoma durante l’emergenza. Per quest’ultima verifica (riduzione o sospensione), occorre una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del primo trimestre 2020, rispetto al reddito del primo trimestre 2019. A tal fine il reddito è individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese sostenute nell’esercizio dell’attività. Moltissimi professionisti con ricavi superiori a 35.000 euro potrebbero però essere in difficoltà nell’effettuare il calcolo alla data del 1° aprile 2020.

 

terza fascia: reddito complessivo nel 2018 superiore a  50.000 euro

Non possono accedere all'indennità riconosciuta dal decreto per il mese di marzo.

 

Requisito di regolarità contributiva

Per ottenere l’indennità, i professionisti dovranno presentare, dal 1° al 30 aprile 2020, richiesta di erogazione direttamente agli enti di previdenza cui sono obbligatoriamente iscritti. È richiesta la regolarità contributiva per l’anno 2019. Una differenza sostanziale rispetto all'indennità riconosciuta dall'INPS, dove invece non è richiesta la regolarità del versamento dei contributi. Per maggiori informazioni su quest'ultimo aspetto, potete consultare il nostro articolo: indennità per artigiani e commercianti.

 

Principio di non cumulabilità

L’indennità deve essere richiesta ad un solo ente previdenziale e per una sola forma di previdenza obbligatoria. L’indennità non concorre alla formazione del reddito e non è cumulabile con altri benefici, come il Reddito di cittadinanza, la cassa integrazione o le numerose indennità previste nel decreto Cura Italia (per l’apposito video, ecco i link: clicca qui ).

 

Come presentare la domanda


La domanda dovrà essere presentata in base allo schema che lo stesso ente previdenziale avrà predisposto. Alla richiesta il lavoratore dovrà allegare la seguente documentazione:
1. copia del documento d’identità in corso di validità,
2. copia del codice fiscale,
3. coordinate bancarie o postali per l’accreditamento dell’indennità,
4. auto dichiarazione contenente i requisiti visti nel corso del presente approfondimento.

 

Termine per la presentazione delle domande

Il periodo per la presentazione delle domande va dal 1° aprile 2020 al 30 aprile 2020.

 

Disponibilità dei fondi

Si sottolinea che l’indennità sarà erogata in ragione dell’ordine cronologico delle domande presentate e accolte. Una sorta quindi di “click day”.

Vi condividiamo la nostra diretta Facebook su questo tema.

Aggiornamento del 31/3/2020: indennità per i professionisti con cassa privata.

Aggiornamento del 31/3/2020: oggi analizzeremo la figura dei professionisti con cassa privati. Nella giornata di sabato 28 marzo è stato infatti firmato dal Ministro del Lavoro e dal Ministro dell’economia e delle finanze, il decreto che ha sbloccato il Fondo per il reddito di ultima istanza, destinato al sostegno dei professionisti iscritti a casse di previdenza private.All’interno del Decreto è posto subito un requisito economico per avere tale indennità:a) essere lavoratori che abbiano percepito, nell’anno di imposta 2018, un reddito complessivo, assunto al lordo dei canoni di locazione assoggettati a tassazione da locazione breve o assoggettati a cedolare secca, non superiore a 35.000 euro la cui attività sia stata limitata dai provvedimenti restrittivi emanati in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19; l’espressione pone dei dubbi in quanto nessun decreto, infatti, ha mai disposto la sospensione delle attività professionali. Negli allegati al decreto del 22 marzo scorso infatti anche i professionisti possono mantenere aperta la propria attività. Probabilmente deve essere data un’interpretazione più estensiva a questa frase, considerando tutti coloro ( e direi un po’ tutti) che hanno subito effetti negativi derivanti dall’emergenza sanitaria in corso (come, ad esempio, la chiusura dei clienti del proprio studio).b) essere lavoratori che abbiano percepito nell’anno di imposta 2018, un reddito complessivo, assunto al lordo dei canoni di locazione assoggettati a tassazione da locazione breve o assoggettati a cedolare secca, compreso tra 35.000 euro e 50.000 euro e abbiano cessato ridotto o sospeso l’attività autonoma durante l’emergenza. Per quest’ultima verifica (riduzione o sospensione), occorre una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del primo trimestre 2020, rispetto al reddito del primo trimestre 2019. A tal fine il reddito è individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese sostenute nell’esercizio dell’attività. Moltissimi professionisti con ricavi superiori a 35.000 euro potrebbero però essere in difficoltà nell’effettuare il calcolo alla data del 1° aprile 2020. Per ottenere l’indennità, i professionisti dovranno presentare, dal 1° al 30 aprile 2020, richiesta di erogazione direttamente agli enti di previdenza cui sono obbligatoriamente iscritti. È richiesta la regolarità contributiva per l’anno 2019. L’indennità deve essere richiesta ad un solo ente previdenziale e per una sola forma di previdenza obbligatoria. L’indennità non concorre alla formazione del reddito e non è cumulabile con altri benefici, come il Reddito di cittadinanza, la cassa integrazione o le numerose indennità previste nel decreto Cura Italia (per l’apposito video, ecco i link: https://www.facebook.com/simonetticommercialista/videos/2634715193409756/ ).La domanda dovrà essere presentata in base allo schema che lo stesso ente previdenziale avrà predisposto. Alla richiesta il lavoratore dovrà allegare la seguente documentazione:1. copia del documento d’identità in corso di validità,2. copia del codice fiscale,3. coordinate bancarie o postali per l’accreditamento dell’indennità,4. auto dichiarazione contenente i requisiti visti nel corso del presente approfondimento.Si sottolinea che l’indennità sarà erogata in ragione dell’ordine cronologico delle domande presentate e accolte. Una sorta quindi di “click day”.

Pubblicato da Studio Simonetti Commercialisti su Martedì 31 marzo 2020

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