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La cedolare secca per gli immobili commerciali (negozi e botteghe)

Tra le tante novità del 2019 spicca sicuramente la cedolare secca sugli immobili commerciali. Nel corso degli anni passati abbiamo  avuto modo di conoscere i vantaggi della cedolare secca. Fino al 2018 tale regime era limitato esclusivamente alle locazioni abitative tra privati. Con il 2019 questa agevolazione si è estesa anche agli immobili commerciali. Ci sono però delle regole che è bene osservare per poter applicare correttamente la cedolare secca per il fondo commerciale. Per sapere quali sono, non devi fare altro che leggere il nostro articolo e rimanere sempre aggiornato seguendo il nostro blog. 

 

La cedolare secca: i pro e i contro

La cedolare secca è un sistema di tassazione agevolata (alternativo all’Irpef) previsto per la tassazione di immobili. Inizialmente questo regime era previsto esclusivamente per le locazioni di immobili abitativi tra privati. Se vuoi conoscere di più su questo argomento, vi rimandiamo ad un nostro precedente contributo

 

I vantaggi della cedolare secca

La cedolare secca è un'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle addizionali (per la parte derivante dal reddito dell'immobile). Questa imposta si calcola applicando un'aliquota del 21% sul canone annuo stabilito dalle parti. Si può avere una riduzione addirittura al 10% in presenza di canoni concordati.

 

Cosa è il canone concordato?

Nel canone concordato, l'importo del canone non può superare un limite massimo fissato dagli accordi territoriali tra le principali organizzazioni dei proprietari e degli inquilini. Quindi se si vuole ottenere una tassazione ridotta al 10%, devi rispettare un importo del canone di locazione già pre-fissato. Altrimenti possiamo determinare un canone libero, con una tassazione (comunque agevolata) pari al 21%.

 

Ulteriori vantaggi?

Grazie alla cedolare secca inoltre è inoltre possibile non pagare l'imposta di registro e l'imposta di bollo per la registrazione, risoluzione o la proroga del contratto di locazione.

 

Gli svantaggi della cedolare secca

Il locatore deve tenere a mente che per tutta la durata del contratto non può chiedere l'aggiornamento del canone di locazione, inclusa ad esempio la variazione accertata dall'Istat dell'indice dei prezzi al consumo.

 


La cedolare secca: le novità del 2019

Con il 2019 questo regime agevolativo è stato esteso anche agli immobili ad uso commerciale. Ci sono però alcune limitazioni che devono essere rispettate.

 

Uno schema sulla cedolare secca 2019 per gli immobili commerciali

 

La categoria catastale

Per l'applicazione della cedolare secca è necessario che la categoria catastale di riferimento sia C1, che si riferisce ai negozi o botteghe per attività commerciali di vendita di prodotti. Tale regime agevolativo è esteso anche a pertinenze classificate a livello catastalmente come C2 (cantine), C6 (rimesse) e C7 (tettoie). L'importante è che queste ultime pertinenze vengano locate congiuntamente all'immobile soggetto a cedolare (la cui categoria catastale, ricordiamo, deve essere C1).

La metratura massima per usufruire della cedolare secca per immobili commerciali

La metratura massima che può raggiungere l'immobile locato, al netto delle partinenze, è di 600 mq.

Le aliquote previste

Come abbiamo visto nella prima parte di questo articolo, la cedolare secca si calcola applicando una percentuale del 21% sul canone di locazione annuo, che si riduce al 10% in caso ci canone concordato. 

La decorrenza 

E' possibile applicare il regime cedolare secca sugli immobili commerciali per i contratti stipulati nel corso del 2019. Nota bene: Il regime non è applicabile a quei contratti stipulati nel 2019, qualora alla data del 15/10/2018 risultava già in essere un contratto non scaduto per lo stesso immobile e tra le stesse parti, interrotto con anticipo rispetto alla scadenza.

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